Quando posso visitare il Museo del Cidolo e del legname?
A Luglio e agosto il museo sarà aperto da martedì a domenica dalle ore 10.00 ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18:00. Visto che gli orari potrebbero subire delle variazioni nei periodi di media e bassa stagione si consiglia sempre di consultare il sito https://www.museiperarolo.it
Che cosa era il Cidolo?
Il Cidolo era una chiusa artificiale posta in una strettoia lungo il corso del fiume e aveva la funzione di fermare il legname (non l’acqua) in modo che i tronchi tagliati per la commercializzazione potessero essere smistati e lavorati con calma. Attualmente non esiste più nessuno degli antichi Cidoli, ma presso il Museo del Cidolo e del Legname sono visibili molte fotografie e anche dei filmati d'epoca che possono aiutare a comprendere il lavoro che avveniva presso i Cidoli.
Posso vedere il luogo dove sorgeva il Cidolo del Piave?
Certo, il cidolo sul Piave sorgeva presso la piccola frazione di Sacco. Per raggiungere Sacco bisogna percorrere la strada Cavallera fino al primo tornante, da lì parte un breve tratto di strada in discesa che porta proprio al ponte che sostituisce l’antico Cidolo dove sono ancora visibili i punti nel quale la struttura era incastonata, Da qui è possibile partire per una breve giro ad anello che porta nella frazione di Caralte e poi ritorna tramite la strada detta “le Rive” a Perarolo.
Quali sono i principali luoghi d’interesse culturale nel Comune di Perarolo di Cadore?
La prima cosa che si nota arrivando in paese è il grande complesso di Palazzo Lazzaris, con il suo giardino eclettico e le graziose pagode, qui è situato, in un piccolo edificio affrescato, il Museo del Cidolo e del legname, la cui visita è indispensabile per conoscere la storia del commercio del legname nei secoli scorsi. Poco distante affacciata sulla piazza principale si può vedere chiesa parrocchiale, intitolata a San Nicolò, la quale racconta una storia travagliata e molto particolare. In comune sono presenti anche altre quattro chiese, tra queste quella di San Rocco, posta lungo il primo tratto della Cavallera, conserva al suo interno delle pregevoli opere di scuola Tizianesca. Perarolo, con la sua storia dimenticata, è un luogo interessante per chiunque voglia scoprire il passato, anche solo passeggiando lungo la strada principale e osservando le foto storiche i palazzi ottocenteschi.
Perché Perarolo di Cadore è chiamato anche il porto del Piave?
Sorto alla confluenza tra il torrente Boite e il fiume Piave, il paese si trovava in una posizione strategica per organizzare il lavoro legato al commercio del legname, qui sorgevano le segherie e ogni giorno salpavano anche le zattere cariche di merci che sarebbero giunte a Venezia e vendute. Perarolo era quindi un vero e proprio porto, ricco di servizi, osterie e alberghi per ospitare turisti e persone che viaggiavano per lavoro.